Petronilla. Prima di tutti i foodblogger

Di Paola Redemagni

In questi giorni di feste, di pranzi familiari, di riunioni intorno alla tavola, dedico il post di Natale a una donna eccezionale, di cui nel 2022 ricorrono i 150 anni dalla nascita: Amalia Moretti Foggia, che ha fatto della tavola il luogo di cura del corpo e dell’anima. Per tutti: Petronilla.

Nata nel 1872 a Mantova in una famiglia colta e laica di farmacisti, aveva già conseguito due lauree prima del 1900: una in Scienze Naturali a Padova (1895), una in Medicina e Chirurgia a Bologna (1898). Prima di lei nello stesso Ateneo si era laureata in Medicina solo un’altra donna, quasi un secolo prima.

Nello stesso anno si trasferisce a Milano, dove entra subito in contatto con gli ambienti socialisti e con donne importanti nella storia della filantropia milanese e dell’emancipazione femminile del Novecento: Alessandrina Ravizza, promotrice dell’Università popolare e della Scuola professionale femminile, tra le organizzatrici dell’Unione Femminile Nazionale; Ersilia Majno, fondatrice fra l’altro dell’Asilo Mariuccia, laico e aconfessionale, che  sottraeva le giovani al rischio della prostituzione; Anna Kuliscioff, medico, principale protagonista del socialismo in Italia, promotrice di una legge per la tutela del lavoro femminile  e infantile e sostenitrice del suffragio universale.

A Milano Amalia Moretti Foggia esercita per 42 anni come pediatra presso la Poliambulanza di Porta Venezia, dove viene a contatto quotidianamente con la realtà delle classi lavoratrici popolari e soprattutto con le donne: madri impegnate a sfamare i figli, a tenere unita la famiglia, ad arrivare in qualche modo alla fine del mese. (La regina della casa)

Un’esperienza professionale e umana che metterà al servizio di un pubblico ancora più ampio quando, a partire dal 1929, viene chiamata a collaborare con diversi supplementi del Corriere della Sera.

Se i dirigenti borghesi del Corriere avevano avuto la lungimiranza di far scrivere di igiene e sanità a un medico donna di ispirazione socialista, ritenendo più che sufficienti la sua competenza e la sua esperienza, non era tuttavia possibile pretendere che i lettori la giudicassero anche credibile.

Nasce così il Dottor Amal, che con il suo tono colloquiale ma scientificamente corretto, rende le conoscenze mediche accessibili a tutti: divulgando stili di vita, dispensando rimedi e soluzioni, ribadendo le più elementari norme igieniche, sfatando false credenze e usanze dannose.

Dal 1932 al Dr. Amal si affianca Petronilla: non solo cuoca sopraffina, come si definiva nelle sue ricette, ma alleata fondamentale per tutte le donne, sia lavoratrici che massaie.

Petronilla, infatti, individua nella tavola il luogo di cura del corpo e dell’anima: insegna una cucina sana, veloce da preparare ed economica, corretta dal punto di vista nutrizionale e adatta per gli anziani, gli ammalati, i bambini, ovvero tutti coloro di cui una donna era chiamata a occuparsi. E fa della tavola il luogo di riunione della famiglia, di ricomposizione dei dissidi, di complicità fra i coniugi, di festa. Si rivolge alle madri che affrontano continue gravidanze e molti figli, alle spose inesperte alle prese con l’organizzazione della nuova casa matrimoniale, alle lavoratrici che devono conciliare il lavoro in casa e fuori. Petronilla si conquista un pubblico vastissimo: le donne ritagliano le sue ricette e le incollano sui quaderni che daranno vita a nuove tradizioni familiari culinarie. Personalmente ne ho almeno due.

Pubblica anche numerosi libri ed è a fianco delle donne durante gli anni del conflitto, dei razionamenti, della borsa nera con Ricette di Petronilla per tempi eccezionali (1941) e 200 suggerimenti per… questi tempi (1943).

Pubblica oltre 800 articoli come Petronilla e almeno il doppio come Dr. Amal sulle pagine del Corriere dei Piccoli, della Domenica del Corriere, de La Lettura e di Romanzo per tutti, firmandosi anche “Una mamma” e “Massaia scrupolosa”: cambiando identità, come un agente segreto,  a seconda della missione da compiere ma secondo un piano coerente, quello di sferrare “una sorta di attacco concentrico all’ignoranza di molti temi relativi alla salute, all’ambiente e all’alimentazione”[1] e dando il suo contributo nella costruzione di un paese più moderno.

(Cusano Milanino (MI), Cimitero Comunale. Tomba di Amalia Moretti Foggia. Foto dell’autrice)

Fu famosa ma mai col suo nome.

Muore il 12 luglio 1947, a 75 anni, e oggi dorme insieme al marito e altri famigliari in una tomba semplice, in marmo nero, vegliata da una piccola Madonna in bronzo, nel cimitero di Cusano Milanino. 


[1] Maria Giuseppina Muzzarelli – Amalia Moretti Foggia. Le ricette di vita del dottor Amal e di Petronilla 1929-1947. 2013, Fondazione Corriere della Sera, Milano.